Come detto, è una chiesa campestre, i nostri amici Anita e Giuseppe ci danno un passaggio in auto, arriviamo che è già buio, si parcheggia nel campo accanto, poi ci dirigiamo all'ingresso, in mezzo all'ingresso una grande scatola, si paga ad offerta libera, e noi lasciamo il nostro obolo, più avanti un terreno con piante e lunghi tavoli e panche fatte con tavoloni, qualche lampada tra i rami degli alberi.
Ci sistemiamo in una zona libera, un saluto agli occasionali vicini, e arriva una persona e sistema due bottiglie di vino sul tavolo, piatti, bicchieri e posate di plastica sono già sul tavolo, assaggiamo il vino. Anita, anche lei veterana di questa sagra, ci passa posate di metallo, le posate di plastica non gli piacciono.
Ha portato anche un poco di formaggio grattugiato per condire la trippa.
Nel frattempo è arrivata altra gente e i tavoli si sono riempiti, siamo veramente tanti, questa una panoramica.
Arriva la trippa, i volontari passano tra i tavoli con una grande pentola bassa e un piatto dopo l'altro si riempie, arrivano i commenti positivi per il cuoco
Vado a comprare una bottiglia di acqua, si qui si paga l'acqua ma il vino è gratis.
Durante la cena, si chiacchera tanto, e si beve in proporzione, arriva anche un'altra bottiglia di vino che condividiamo con i vicini.
Dopo un poco di tempo arriva la seconda portata, la pecora in cappotto.
Non ho fatto fotografie, e la descrivo.
Si tratta di uno spezzatino di pecora, polpa e ossa, bollito con cipolle intere e patate tagliate a metà, durante la cottura si toglie la parte grassa e il risultato è uno stracotto semplice con il gusto dei pochi ingredienti. La cucina sarda ha piatti semplici dove si deve sentire il gusto degli ingredienti non mascherato da creme o salse.
Per finire ci portano uno spicchio di formaggio pecorino.
La serata per noi si conclude qui, non lontano suonano e ballano al ritmo di una tipica musica sarda, si formano dei piccoli gruppi, 4-6 persone allineate, che ballano un tipico passo saltellante molto veloce, ci vuole esercizio e abilità.
Arrivederci al prossimo anno!
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