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lunedì 6 luglio 2026

5 Luglio

 Dopo un forte temporale con acqua e vento oltre i 40 nodi, e due giorni di scirocco tra i 15 e i 20 nodi, finalmente un poco di quiete, facciamo una veleggiata seguendo il vento.

Aggiungo anche la traccia del percorso, con alcuni dettagli

La mattina, abbiamo un vento leggero (3-4 nodi) da Nord Est, ci troviamo con la prua verso terra, la poppa al pontile e altre barche ai fianchi. Lo spazio tra i pontili è stretto anche a causa delle barche ormeggiate su entrambi i lati. Quando la barca inizia a muoversi, non governa, deve muoversi almeno a 2 nodi. Lasciamo l'ormeggio verso sinistra, il vento da NE ci aiuta a ruotare la prua (nella immagine viene dall'alto), poi retromarcia per uscire dal canele, e quindi motore avanti per uscire dal porto, dove la velocità massima consentita è di 3,5 nodi.

Al rientro devo ormeggiare di poppa, quindi devo fare una inversione, che preferisco fare nello spazio più aperto del porto, poi a retromarcia fino all'ormeggio. La sera, il vento prevalente è da SudEst (parte bassa dell'immagine), questo mi aiuta quando vicino all'ormeggio mi ruota la prua verso Nord e la poppa della barca correttamente al pontile galleggiante.

Quando ci si trova con vento forte, procedo direttamente all'ormeggio di prua, questo perchè si riesce a governare la barca anche con solo 1 nodo di velocità, e in generale, la manovra va eseguita nel minor tempo possibile, altrimenti è il vento che decide dove portare la barca. 

 

 Queste le manovre, una volta fuori dal porto, e senza altre imbarcazioni in arrivo o uscita dal porto.
La vele maestra, la randa, và issata portando la prua della barca in direzione del vento. La vela và issata a mano, ci vuole più tempo di quando viene ammainata.

Anche per ammainare la randa bisogna portare la barca al vento, questa manovra è decisamente più veloce Si cerca di raccogliere la vela dentro il suo sacco (lazy bag) in modo tale che non si formino pieghe, si sistemerà meglio una volta ormeggiati.

La vela di prua, nel nostro caso un genoa, è dotato di uno strallo rotante, la vela viene arrotolata su di esso, questa manovra non necessita un particolare orientamento al vento, purchè si mantenga la vela distesa e senza pieghe 


Questo il percorso completo, distanza percorsa circa 19 miglia in circa 6 ore.
Il vento, inizialmente da NE, ha ruotato verso E, la sera da SE.
La forza del vento è stata da circa 5-6 nodi la mattina a 10-11 il tardo pomeriggio,



 

In mare, abbiamo visto in navigazione 7-8 barche a vela, 5-6 a motore e un grande yacht vecchio stile con i ponti esterni. 
Barche ferme nella rada di Capo Comino, forse 4-5, eravamo lontani.
Per tutto il percorso ho messo la canna da pesca con un artificiale da circa 10cm e un affondatore, ma come al solito, non ho catturato niente. Ho visto, ed evitato i galleggianti dei pescatori (palamiti o reti), circa 6 coppie posizionati in tratti di mare con profondità compresa tra 40 e 50m.

Alcuni amici, si dedicano alla cattura del granchio blu, con buoni esiti. 

domenica 14 giugno 2026

13 Giugno

 A spasso per il mare


 Mattina con mare calmo che resterà poco mosso per tutta la giornata, ma sopratutto, poco vento che a fatica riesce a gonfiare le vele. Totale otto ore

lunedì 8 giugno 2026

Cagliari e Veleggiata di Circolo

 Siamo stati a Cagliari un paio di giorni, tempo bello e temperature più calde.

La scalinata che porta alla terrazza dei Bastioni 

Molti viali di Cagliari sono in fiore, gli alberi di jacaranda colorano i viali di colore


 

Domenica 7, partecipo ad una regata di Circolo con tre amici (Diego, Federico e Franco)

In effetti, si tratta di una veleggiata, ovvero una regata tra barche molto diverse tra loro, svolte con un atteggiamento non competitivo. Alla fine ci sarà comunque una classifica. Per compensare le differenze fisiche tra le barche, e la presenza di vele speciali e altre appendici, ad ogni barca viene affidato un valore di classe che sarà computato alla fine.

La veleggiata verrà disputata nelle acque antistanti le spiagge della Caletta e di Santa Lucia.

Il percorso sarà a "bastone", la partenza lato terra e la boa a 1,5 miglia marine posta nella posizione dalla quale proviene il vento. Non potendo andare controvento, si raggiunge la boa con almeno 2 tratti fatti di bolina, e il ritorno verso la boa di partenza si farà di poppa. questo percorso da fare due volte.

Noi facciamo il primo bordo di bolina a sinistra, poi a destra, giro della boa e vento in poppa, due volte.

La giornata è tranquilla e spira un vento gentile che oscilla tra 5 e 10 nodi, mare quasi calmo 

 

 Come si vede, una veleggiata stressante




 

Qui stiamo facendo il percorso di poppa, le vele sono a farfalle, e Federico aiuta il genoa a stare aperto.


 Siamo in totale nove barche, la mia ha la carena sporca da un inverno passato in acqua, in aggiunta ho i serbatoi dell'acqua praticamente pieni (300 litri), più circa 100 litri di gasolio.
Arriveremo settimi. Andrà meglio la prossima volta.

La giornata si conclude con un pranzo-merenda in piedi nel locale del Circolo Nautico.
Ai primi tre classificati, una bottiglia di vino a testa. 

domenica 31 maggio 2026

Dal 27 al 30 Maggio a cala Brandinchi

 Si prevedono alcuni giorni di bel tempo, così decidiamo di fare la nostra prima uscita in mare.
All'uscita del porto, siamo indecisi se andare a Sud, con le sue coste, fino al golfo di Orosei, oppure a Nord verso l'isola di Tavolara. Decidiamo per il Nord, dove la conformazione della costa ci offrirebbe comunque riparo, anche in caso di cambiamenti meteo.

Gaia è stata riarmata delle sue vele, e pulita dopo la pausa invernale. Come in passato, un lungo lavoro che ci tiene impegnati per diversi giorni. Adesso siamo pronti e ci sforziamo di vincere la pigrizia che arriva dopo il lavoro fatto.

Andare per mare, è anche un impegno fisico che con gli anni (nostri) si fà sempre più importante. Questa volta il bel tempo è forse troppo generoso, abbiamo poco vento, meno di cinque nodi, issiamo la sola randa e procediamo con il motore a basso regime. 
Siamo partiti alle 0930, la stagione estiva è agli inizi, e si vedono poche barce, qualche peschereccio e all'orizzonte una nave merci che va a Sud. Come altre volte, ho calato una lenza per la pesca alla traina, ma come in passato, non cattureremo nessuna preda.

Arriviamo a cala Brandinchi (detto anche porto Brandinghi) alle 1520, caliamo l'ancora in un fondo di sabbia con una profondità di 5,5 metri.
Questa insenatura, profonda circa 1 miglio e larga circa 1,6 miglia, interrotta solo da l'isola rossa, si presenta con un fondo prevalentemente sabbioso con una profondità di 12 metri che va a decrescere fino alle spiagge. E' una area protetta dai venti del 4° quadrante.
Se il vento cambia, si supera Capo Coda Cavallo e si cerca un ridosso a Porto Taverna, Cala Girgolu,  Don Diego, etc.


 Passeremo tutti i giorni, dal 27 al 30 maggio all'ancora, bel tempo, con una brezza molto gentile, la temperatura è gradevole tra i 25 e 28 gradi di giorno, la notte dormiamo con una trapunta leggera, la temperatura dell'acqua oscilla tra 20 e 22 gradi, ma nessuno di noi due farà il bagno.
Nella spiaggia, a circa 500 metri di distanza molti obrelloni aperti, e molte persone ma in acqua forse una decina o poco più. In rada qualche barca oltre la nostra.

La mattina presto, l'acqua è immobile e trasparente, vedo una piccola sogliola sul fondo, vicino alla superficie qualche sciame di piccoli pesci, 10mm, che si lascia trascinare dalla leggera corrente. Non vedo altri pesci, quelli che in genere raccolgono il pane che butto in acqua per attirarli, non manca il solito gabbiano che si presenta all'ora di pranzo e aspetta (inutilmente) per qualche minuto. Non gli do da mangiare, perchè poi mi ricambia con le sue deiezioni sulla tuga.

 

L'ultima sera, dopo cena, calo due ami, innescati con un pezzetto di polpa di carne di pollo. Mentre sono a letto che attendo di prendere sonno, penso che, come di solito, la brezza notturna farà ruotare la barca e che questo movimento potrebbe avvicinare la lenza all'elica e rimanervi incastrata, l'acqua è per me ancora troppo fredda e non ho assolutamente voglia di fare un bagno mattutino, coì mi alzo e vado a recuperare la lenza. Con sorpresa, trovo allamato un bel sarago, taglio la lenza perchè l'amo si era conficcato in profondità e lo metto in una busta e poi nel frigorifero. Lascio gli altri ami penzolare nell'acqua, ma la mattina li troverò ancora con tutta l'esca.

Il sarago poi risulterà di quasi 1/2 chilo e 30cm di lunghezza. Oggigiorno ci si deve registrare anche per la pesca in mare, sia da barca che da terra, si tratta di una app europea RecFisching (obbligatoria) con l'evidente scopo statistico. Ovviamente il sarago sarà parte del pranzo del giorno dopo.


 La mattina di sabato 30 maggio, lasciamo Cala Brandinchi verso le 1045. Uscendo dalla insenatura dobbiamo prestare attenzione ad uno scoglio affiorante, lo scoglio Testa di Moro, chiamato così per la sua forma.
Superato lo scoglio, issiamo le vele, il vento è leggero di poco oltre i sei nodi, ma abbastanza per farci arrivare fino al porto di La Caletta con un unico bordo. Arriveremo in porto alle 1620.

Anche questa volta metto la traina, ma nessun pesce abbocca. 

Mentre eravamo via, ci assegnano un nuovo posto di ormeggio, sempre sullo stesso pontile, ma qualche metro più a Est. All'arrivo l'ormeggiatore Luca, ci attende per porgerci le cime. C'è poco vento e l'ormeggio avviene senza difficoltà


 Oggi, dal nuovo ormeggio intravedo le case di Santa Lucia e sullo sfondo il promontorio di Capo Comino con il vecchio faro sulla cresta.