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domenica 31 maggio 2026

Dal 27 al 30 Maggio a cala Brandinchi

 Si prevedono alcuni giorni di bel tempo, così decidiamo di fare la nostra prima uscita in mare.
All'uscita del porto, siamo indecisi se andare a Sud, con le sue coste, fino al golfo di Orosei, oppure a Nord verso l'isola di Tavolara. Decidiamo per il Nord, dove la conformazione della costa ci offrirebbe comunque riparo, anche in caso di cambiamenti meteo.

Gaia è stata riarmata delle sue vele, e pulita dopo la pausa invernale. Come in passato, un lungo lavoro che ci tiene impegnati per diversi giorni. Adesso siamo pronti e ci sforziamo di vincere la pigrizia che arriva dopo il lavoro fatto.

Andare per mare, è anche un impegno fisico che con gli anni (nostri) si fà sempre più importante. Questa volta il bel tempo è forse troppo generoso, abbiamo poco vento, meno di cinque nodi, issiamo la sola randa e procediamo con il motore a basso regime. 
Siamo partiti alle 0930, la stagione estiva è agli inizi, e si vedono poche barce, qualche peschereccio e all'orizzonte una nave merci che va a Sud. Come altre volte, ho calato una lenza per la pesca alla traina, ma come in passato, non cattureremo nessuna preda.

Arriviamo a cala Brandinchi (detto anche porto Brandinghi) alle 1520, caliamo l'ancora in un fondo di sabbia con una profondità di 5,5 metri.
Questa insenatura, profonda circa 1 miglio e larga circa 1,6 miglia, interrotta solo da l'isola rossa, si presenta con un fondo prevalentemente sabbioso con una profondità di 12 metri che va a decrescere fino alle spiagge. E' una area protetta dai venti del 4° quadrante.
Se il vento cambia, si supera Capo Coda Cavallo e si cerca un ridosso a Porto Taverna, Cala Girgolu,  Don Diego, etc.


 Passeremo tutti i giorni, dal 27 al 30 maggio all'ancora, bel tempo, con una brezza molto gentile, la temperatura è gradevole tra i 25 e 28 gradi di giorno, la notte dormiamo con una trapunta leggera, la temperatura dell'acqua oscilla tra 20 e 22 gradi, ma nessuno di noi due farà il bagno.
Nella spiaggia, a circa 500 metri di distanza molti obrelloni aperti, e molte persone ma in acqua forse una decina o poco più. In rada qualche barca oltre la nostra.

La mattina presto, l'acqua è immobile e trasparente, vedo una piccola sogliola sul fondo, vicino alla superficie qualche sciame di piccoli pesci, 10mm, che si lascia trascinare dalla leggera corrente. Non vedo altri pesci, quelli che in genere raccolgono il pane che butto in acqua per attirarli, non manca il solito gabbiano che si presenta all'ora di pranzo e aspetta (inutilmente) per qualche minuto. Non gli do da mangiare, perchè poi mi ricambia con le sue deiezioni sulla tuga.

 

L'ultima sera, dopo cena, calo due ami, innescati con un pezzetto di polpa di carne di pollo. Mentre sono a letto che attendo di prendere sonno, penso che, come di solito, la brezza notturna farà ruotare la barca e che questo movimento potrebbe avvicinare la lenza all'elica e rimanervi incastrata, l'acqua è per me ancora troppo fredda e non ho assolutamente voglia di fare un bagno mattutino, coì mi alzo e vado a recuperare la lenza. Con sorpresa, trovo allamato un bel sarago, taglio la lenza perchè l'amo si era conficcato in profondità e lo metto in una busta e poi nel frigorifero. Lascio gli altri ami penzolare nell'acqua, ma la mattina li troverò ancora con tutta l'esca.

Il sarago poi risulterà di quasi 1/2 chilo e 30cm di lunghezza. Oggigiorno ci si deve registrare anche per la pesca in mare, sia da barca che da terra, si tratta di una app europea RecFisching (obbligatoria) con l'evidente scopo statistico. Ovviamente il sarago sarà parte del pranzo del giorno dopo.


 La mattina di sabato 30 maggio, lasciamo Cala Brandinchi verso le 1045. Uscendo dalla insenatura dobbiamo prestare attenzione ad uno scoglio affiorante, lo scoglio Testa di Moro, chiamato così per la sua forma.
Superato lo scoglio, issiamo le vele, il vento è leggero di poco oltre i sei nodi, ma abbastanza per farci arrivare fino al porto di La Caletta con un unico bordo. Arriveremo in porto alle 1620.

Anche questa volta metto la traina, ma nessun pesce abbocca. 

Mentre eravamo via, ci assegnano un nuovo posto di ormeggio, sempre sullo stesso pontile, ma qualche metro più a Est. All'arrivo l'ormeggiatore Luca, ci attende per porgerci le cime. C'è poco vento e l'ormeggio avviene senza difficoltà


 Oggi, dal nuovo ormeggio intravedo le case di Santa Lucia e sullo sfondo il promontorio di Capo Comino con il vecchio faro sulla cresta.

giovedì 21 maggio 2026

Siamo in Sardegna

Abbiamo preso il traghetto da Livorno a Olbia, partenza della nave alle 10.00 poi ritardata oltre le 10.30.
Ma siamo partiti da casa alle 03.15, per compensare i ritardi dovute alla chiusura di tratti di autostrada.
Mare mosso le prime due ore di navigazione, la nave molto grande le onde si sentono poco. Tutto sommato un viaggio tranquillo. Arriviamo con un'ora di ritardo. L'auto è due ponti sopra il livello di uscita, prima devono uscire i veicoli dei ponti inferiori, poi viene abbassata la rampa, ma manca l'autista di una delle auto che si trova sulla rampa, l'altoparlante sollecita la persona, ma dobbiamo attendere oltre 1/2 ora prima che la signora con in braccio il cagnolino si presenti, tra il brontolio dei passeggeri in attesa. Alla fine, arriveremo a LaCaletta alle 21. 


domenica 3 maggio 2026

San Lorenzo al Mare

 Dal 27 al 30 Aprile andiamo con il camper a San Lorenzo al Mare, vicino ad Imperia

 San Lorenzo al Mare, è un piccolo paese sul mare a circa 7 km a Ovest di Imperia, e meno di 20km da SanRemo.

Siamo nell'area di sosta "Il Pozzo" in questo momento poco affollato. La AS costa 30 € al giorno ed include elettricità (max 4Ah) carico e scarico acque. Ha docce calde, in inverno riscaldate, ad un costo aggiuntivo di 1€ per 5 minuti. Ci sono anche lavandini per lavare i panni e quelli per le stoviglie, e la lavabiancheria.

La signora che ci accoglie, accetta di riconoscerci l'acconto per la caparra che avevamo versato lo scorso anno, e che poi non riuscimmo a utilizzare. In aggiunta un ulteriore sconto del 5% per il pagamento in contanti.

 

 

 

Nonostante siamo a fine Aprile, il clima è ancora fresco e ci sono pochi turisti. La spiaggia è stretta e con fondo di piccoli ciottoli, ma una delle cose più interessanti è la nuova pista ciclable, che sfruttando il vecchio tracciato della ferrovia, adesso spostata a monte in galleria, unisce diverse cittadine della riviera.

La foce del fiume, il palazzo colore rosa sbiadito, è a circa 15m dal mare, costruzione non isolata, presumibilmente degli anni '50, il momento del dopoguerra e della crescita economica, quando l'attenzione per gli spazi comuni e la natura hanno raggiunto il livello più basso. 

 


Una vista del porticciolo di San Lorenzo al Mare

Le giornate sono belle, ma ho preso freddo e il risultato è un forte raffreddore, forse amplificato dalla allergia stagionale. Abbiamo portato con noi due biciclette, ma rimarranno stivate nel garage del camper. 

Andiamo con l'autobus ad Imperia, che si presenta ordinata e con una piacevole area portuale, con molti ristoranti, semivuoti per la bassa stagione.




Nel greto del fiume, pascolano i cinghiali





Dopo un giorno di pausa, andiamo, sempre in autobus, a SanRemo
 
La città è disordinata, e compressa tra l'entroterra e il mare, come per la maggior parte delle città e paesi rivieraschi. Le strade sono affollate da un eterogeneo assortimento di turisti, noi inclusi. 



Villa Nobel

 

Il Casinò 


 Rientriamo in autobus, partiamo dal terminal degli autobus. La struttura assomiglia alla omonima stazione degli autobus di Nuoro (quella conosciuta negli anni 50) con una terrazza sovrastante.
La struttura è trasandata. Siamo in quella parte del mondo che fà andare avanti l'economia, ma non appare, non si vuole mostrare, una moltitudine di etnie, di idiomi, che molto spesso facciamo finta di non vedere, e che vive in una situazione di degrado, spesso voluto.

Da quando mi capita di guidare il camper, faccio più attenzione di chi è alla guida di grandi veicoli, oggi ammiro l'abilità dell'autista che guida il bus a velocità sostenuta lungo una Aurelia tortuosa e trafficata.  

Il 1° Maggio, rientriamo a casa, si prevede molto traffico sulle strade costiere, così decidiamo di percorrere la strada che ci porterà a oltre 900 m di altitudine, al Colle di Nava, per poi discendere verso Ormea, dove ci fermiamo a vedere il mercato nella strada principale. Continuiamo verso Ceva, Montezemolo e quindi a casa. 

 

giovedì 2 aprile 2026

2 - 9 Aprile, Breve giro Piemonte e Alte Alpi Francesi - Era viaggio a Bruges (Belgio)

Oggi 2 Aprile, primo giorno, partiamo da casa dopo le 09.30, facciamo una sosta a Genola da Grosso Camper per cercare un raccordo per la bombola del gas francese, ma ne sono sprovvisti.

Durante il tragitto, attraversiamo ampi territori con coltivazioni di mele, filari e filari di alberelli sistemati a spalliera, ancora una decina di km, e siamo nell'area di sosta di Saluzzo.
 

 
Una bella AS, non lontana dal centro, molto ben tenuta e gratuita, si paga solo l'elettricità. Qui abbiamo ritrovato Max e Adele, che domani si uniscono a noi per visitare il Castello della Manta, patrimonio del FAI [https://fondoambiente.it/luoghi/castello-della-manta]
 
3 Aprile
Castello della Manta, La Cucina

 
La Sala, con magnifici affreschi.
Abbiamo scelto la visita guidata, siamo un gruppo abbastanza numeroso, probabilmente per la festività pasquale e il tempo primaverile. La guida ha partecipato nei restauri degli ultimi anni, e arricchische il suo racconto con episodi di abbandono e incuria. 

 
Particolare, la fontana della giovinezza  

 
 
 
Nei secoli il castello ha subito varie trasformazioni d'uso, da casa di caccia, a caserma sul confine, a villa di vacanza.
 
particolare della cappella 
 
 
Ancora una sala (di epoca recente) del castello. 
 
Nota: durante le visite di abitazioni storiche, molto spesso si è quasi obbligati a fotografare il soffitto, non solo per le splendide decorazioni, ma anche perchè nella parte bassa si trovano le persone, che come noi, partecipano alla visita, che poco o niente hanno a che fare con il contesto.

 
4 Aprile
Lasciamo l'area di sosta di Saluzzo, e i nostri amici, che proseguono il loro giro nel cuneese (che noi ben conosciamo) e proseguiamo per la nostra meta Bruges in Belgio.
Attraverseremo le Alpi, poi verso Nord, passando per Grenoble, Digione, Reims, e quindi Bruges, per poi rientrare passando per Bruxelles, Namur, Lussemburgo, Nancy, e quindi Digione, Grenoble e rientro in Italia. 
 
Andiamo in Francia passando per il passo del Monginevro a 1860 mslm


 

 

Nel pomeriggio, dopo aver attraversato Briançon, Vizille, Grenoble, arriviamo nell'area di sosta di Sassenage, a Nord Grenoble

 
5 Aprile
In alcuni distributori di carburante, ci sono le code di auto, non si capisce se sia dovuto ai giorni festivi o a carenza dovuta alla guerra nel medio oriente. 
In attesa di capire meglio quale sia la situazione carburante, facciamo una deviazione dal percorso programmato, e andiamo a Aix les Bains, accanto al lafo Le Bourget. Ci sistemiamo nell'area di sosta non lontana dal lago, e decidiamo di fermarci fino a martedì.
 
 
L'area di sosta è affollata, sopratutto francesi, qualche svizzero o belga. In questi due giorni, visitiamo il lungolago e il paese di Aix les Bains, che troviamo semideserta con i negozi e ristoranti chiusi, aperto il panettiere con dell'ottimo pane e dei dolci per la colazione.
 
Pranziamo in un piccolo ristorante coreano, stufato di manzo e di pollo, con riso speziato, vegetali saltati in padella. Un temporaneo ritorno all'uso di chop stick, di quando abitavamo in Asia.
 
Aix Les Bains, sullo sfondo il Municipio

 
 
 
La mattina di martedì, ci sono ancora le code ai distributori di carburante.
Inoltre non sono riuscito a trovare un raccordo per collegare una bombola di GPL francese all'attacco italiano del camper. 
 
 
 

 
 
Decidiamo di annullare il nostro progetto di arrivare fino in Belgio, e rientriamo in Italia, non siamo lontani dal passo del Moncenisio, ma è ancora chiuso per neve, così proseguiamo per Modane e rientriamo in Italia passando per il tunnel del Frejus

  
Dopo il traforo, scendiamo lungo la valle Susa passando per la statale.
 
Arriviamo a Susa, lasciamo il camper nell'area di sosta comunale, e andiamo in paese, mentre percorriamo la via principale, ritroviamo i nostri amici Max e Adele. Loro avevano deciso di visitare Susa e non sapevano che noi, avendo rinunciato ad andare fino a Bruges, saremmo rientrati passando per il Frejus e quindi Susa. Una vera sorpresa.

Susa, Area sosta e camper di Massimo e Adele 
 
 
 Susa
 
 
 
 
 
 
Massimo e Adele rientrano a casa, anche noi proseguiamo verso casa, ma ci fermiamo a visitare il monastero di Sacra di San Michele. Ci inerpichiamo per diversi chilometri per una strada molto stretta, e parzialmente a senso unico.

Visitiamo il monastero, essenzialmente la chiesa, costo (over 65) €8.00 a persona

Val di Susa dal monastero


Questo il percorso fatto, per un totale di 862km
Dal 2 al 9 Aprile 
 
Il progetto di andare a visitare Bruges rimane per il momento nel cassetto