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lunedì 8 giugno 2026

Cagliari e Veleggiata di Circolo

 Siamo stati a Cagliari un paio di giorni, tempo bello e temperature più calde.

La scalinata che porta alla terrazza dei Bastioni 

Molti viali di Cagliari sono in fiore, gli alberi di jacaranda colorano i viali di colore


 

Domenica 7, partecipo ad una regata di Circolo con tre amici (Diego, Federico e Franco)

In effetti, si tratta di una veleggiata, ovvero una regata tra barche molto diverse tra loro, svolte con un atteggiamento non competitivo. Alla fine ci sarà comunque una classifica. Per compensare le differenze fisiche tra le barche, e la presenza di vele speciali e altre appendici, ad ogni barca viene affidato un valore di classe che sarà computato alla fine.

La veleggiata verrà disputata nelle acque antistanti le spiagge della Caletta e di Santa Lucia.

Il percorso sarà a "bastone", la partenza lato terra e la boa a 1,5 miglia marine posta nella posizione dalla quale proviene il vento. Non potendo andare controvento, si raggiunge la boa con almeno 2 tratti fatti di bolina, e il ritorno verso la boa di partenza si farà di poppa. questo percorso da fare due volte.

Noi facciamo il primo bordo di bolina a sinistra, poi a destra, giro della boa e vento in poppa, due volte.

La giornata è tranquilla e spira un vento gentile che oscilla tra 5 e 10 nodi, mare quasi calmo 

 

 Come si vede, una veleggiata stressante




 

Qui stiamo facendo il percorso di poppa, le vele sono a farfalle, e Federico aiuta il genoa a stare aperto.


 Siamo in totale nove barche, la mia ha la carena sporca da un inverno passato in acqua, in aggiunta ho i serbatoi dell'acqua praticamente pieni (300 litri), più circa 100 litri di gasolio.
Arriveremo settimi. Andrà meglio la prossima volta.

La giornata si conclude con un pranzo-merenda in piedi nel locale del Circolo Nautico.
Ai primi tre classificati, una bottiglia di vino a testa. 

domenica 31 maggio 2026

Dal 27 al 30 Maggio a cala Brandinchi

 Si prevedono alcuni giorni di bel tempo, così decidiamo di fare la nostra prima uscita in mare.
All'uscita del porto, siamo indecisi se andare a Sud, con le sue coste, fino al golfo di Orosei, oppure a Nord verso l'isola di Tavolara. Decidiamo per il Nord, dove la conformazione della costa ci offrirebbe comunque riparo, anche in caso di cambiamenti meteo.

Gaia è stata riarmata delle sue vele, e pulita dopo la pausa invernale. Come in passato, un lungo lavoro che ci tiene impegnati per diversi giorni. Adesso siamo pronti e ci sforziamo di vincere la pigrizia che arriva dopo il lavoro fatto.

Andare per mare, è anche un impegno fisico che con gli anni (nostri) si fà sempre più importante. Questa volta il bel tempo è forse troppo generoso, abbiamo poco vento, meno di cinque nodi, issiamo la sola randa e procediamo con il motore a basso regime. 
Siamo partiti alle 0930, la stagione estiva è agli inizi, e si vedono poche barce, qualche peschereccio e all'orizzonte una nave merci che va a Sud. Come altre volte, ho calato una lenza per la pesca alla traina, ma come in passato, non cattureremo nessuna preda.

Arriviamo a cala Brandinchi (detto anche porto Brandinghi) alle 1520, caliamo l'ancora in un fondo di sabbia con una profondità di 5,5 metri.
Questa insenatura, profonda circa 1 miglio e larga circa 1,6 miglia, interrotta solo da l'isola rossa, si presenta con un fondo prevalentemente sabbioso con una profondità di 12 metri che va a decrescere fino alle spiagge. E' una area protetta dai venti del 4° quadrante.
Se il vento cambia, si supera Capo Coda Cavallo e si cerca un ridosso a Porto Taverna, Cala Girgolu,  Don Diego, etc.


 Passeremo tutti i giorni, dal 27 al 30 maggio all'ancora, bel tempo, con una brezza molto gentile, la temperatura è gradevole tra i 25 e 28 gradi di giorno, la notte dormiamo con una trapunta leggera, la temperatura dell'acqua oscilla tra 20 e 22 gradi, ma nessuno di noi due farà il bagno.
Nella spiaggia, a circa 500 metri di distanza molti obrelloni aperti, e molte persone ma in acqua forse una decina o poco più. In rada qualche barca oltre la nostra.

La mattina presto, l'acqua è immobile e trasparente, vedo una piccola sogliola sul fondo, vicino alla superficie qualche sciame di piccoli pesci, 10mm, che si lascia trascinare dalla leggera corrente. Non vedo altri pesci, quelli che in genere raccolgono il pane che butto in acqua per attirarli, non manca il solito gabbiano che si presenta all'ora di pranzo e aspetta (inutilmente) per qualche minuto. Non gli do da mangiare, perchè poi mi ricambia con le sue deiezioni sulla tuga.

 

L'ultima sera, dopo cena, calo due ami, innescati con un pezzetto di polpa di carne di pollo. Mentre sono a letto che attendo di prendere sonno, penso che, come di solito, la brezza notturna farà ruotare la barca e che questo movimento potrebbe avvicinare la lenza all'elica e rimanervi incastrata, l'acqua è per me ancora troppo fredda e non ho assolutamente voglia di fare un bagno mattutino, coì mi alzo e vado a recuperare la lenza. Con sorpresa, trovo allamato un bel sarago, taglio la lenza perchè l'amo si era conficcato in profondità e lo metto in una busta e poi nel frigorifero. Lascio gli altri ami penzolare nell'acqua, ma la mattina li troverò ancora con tutta l'esca.

Il sarago poi risulterà di quasi 1/2 chilo e 30cm di lunghezza. Oggigiorno ci si deve registrare anche per la pesca in mare, sia da barca che da terra, si tratta di una app europea RecFisching (obbligatoria) con l'evidente scopo statistico. Ovviamente il sarago sarà parte del pranzo del giorno dopo.


 La mattina di sabato 30 maggio, lasciamo Cala Brandinchi verso le 1045. Uscendo dalla insenatura dobbiamo prestare attenzione ad uno scoglio affiorante, lo scoglio Testa di Moro, chiamato così per la sua forma.
Superato lo scoglio, issiamo le vele, il vento è leggero di poco oltre i sei nodi, ma abbastanza per farci arrivare fino al porto di La Caletta con un unico bordo. Arriveremo in porto alle 1620.

Anche questa volta metto la traina, ma nessun pesce abbocca. 

Mentre eravamo via, ci assegnano un nuovo posto di ormeggio, sempre sullo stesso pontile, ma qualche metro più a Est. All'arrivo l'ormeggiatore Luca, ci attende per porgerci le cime. C'è poco vento e l'ormeggio avviene senza difficoltà


 Oggi, dal nuovo ormeggio intravedo le case di Santa Lucia e sullo sfondo il promontorio di Capo Comino con il vecchio faro sulla cresta.

giovedì 21 maggio 2026

Siamo in Sardegna

Abbiamo preso il traghetto da Livorno a Olbia, partenza della nave alle 10.00 poi ritardata oltre le 10.30.
Ma siamo partiti da casa alle 03.15, per compensare i ritardi dovute alla chiusura di tratti di autostrada.
Mare mosso le prime due ore di navigazione, la nave molto grande le onde si sentono poco. Tutto sommato un viaggio tranquillo. Arriviamo con un'ora di ritardo. L'auto è due ponti sopra il livello di uscita, prima devono uscire i veicoli dei ponti inferiori, poi viene abbassata la rampa, ma manca l'autista di una delle auto che si trova sulla rampa, l'altoparlante sollecita la persona, ma dobbiamo attendere oltre 1/2 ora prima che la signora con in braccio il cagnolino si presenti, tra il brontolio dei passeggeri in attesa. Alla fine, arriveremo a LaCaletta alle 21. 


domenica 3 maggio 2026

San Lorenzo al Mare

 Dal 27 al 30 Aprile andiamo con il camper a San Lorenzo al Mare, vicino ad Imperia

 San Lorenzo al Mare, è un piccolo paese sul mare a circa 7 km a Ovest di Imperia, e meno di 20km da SanRemo.

Siamo nell'area di sosta "Il Pozzo" in questo momento poco affollato. La AS costa 30 € al giorno ed include elettricità (max 4Ah) carico e scarico acque. Ha docce calde, in inverno riscaldate, ad un costo aggiuntivo di 1€ per 5 minuti. Ci sono anche lavandini per lavare i panni e quelli per le stoviglie, e la lavabiancheria.

La signora che ci accoglie, accetta di riconoscerci l'acconto per la caparra che avevamo versato lo scorso anno, e che poi non riuscimmo a utilizzare. In aggiunta un ulteriore sconto del 5% per il pagamento in contanti.

 

 

 

Nonostante siamo a fine Aprile, il clima è ancora fresco e ci sono pochi turisti. La spiaggia è stretta e con fondo di piccoli ciottoli, ma una delle cose più interessanti è la nuova pista ciclable, che sfruttando il vecchio tracciato della ferrovia, adesso spostata a monte in galleria, unisce diverse cittadine della riviera.

La foce del fiume, il palazzo colore rosa sbiadito, è a circa 15m dal mare, costruzione non isolata, presumibilmente degli anni '50, il momento del dopoguerra e della crescita economica, quando l'attenzione per gli spazi comuni e la natura hanno raggiunto il livello più basso. 

 


Una vista del porticciolo di San Lorenzo al Mare

Le giornate sono belle, ma ho preso freddo e il risultato è un forte raffreddore, forse amplificato dalla allergia stagionale. Abbiamo portato con noi due biciclette, ma rimarranno stivate nel garage del camper. 

Andiamo con l'autobus ad Imperia, che si presenta ordinata e con una piacevole area portuale, con molti ristoranti, semivuoti per la bassa stagione.




Nel greto del fiume, pascolano i cinghiali





Dopo un giorno di pausa, andiamo, sempre in autobus, a SanRemo
 
La città è disordinata, e compressa tra l'entroterra e il mare, come per la maggior parte delle città e paesi rivieraschi. Le strade sono affollate da un eterogeneo assortimento di turisti, noi inclusi. 



Villa Nobel

 

Il Casinò 


 Rientriamo in autobus, partiamo dal terminal degli autobus. La struttura assomiglia alla omonima stazione degli autobus di Nuoro (quella conosciuta negli anni 50) con una terrazza sovrastante.
La struttura è trasandata. Siamo in quella parte del mondo che fà andare avanti l'economia, ma non appare, non si vuole mostrare, una moltitudine di etnie, di idiomi, che molto spesso facciamo finta di non vedere, e che vive in una situazione di degrado, spesso voluto.

Da quando mi capita di guidare il camper, faccio più attenzione di chi è alla guida di grandi veicoli, oggi ammiro l'abilità dell'autista che guida il bus a velocità sostenuta lungo una Aurelia tortuosa e trafficata.  

Il 1° Maggio, rientriamo a casa, si prevede molto traffico sulle strade costiere, così decidiamo di percorrere la strada che ci porterà a oltre 900 m di altitudine, al Colle di Nava, per poi discendere verso Ormea, dove ci fermiamo a vedere il mercato nella strada principale. Continuiamo verso Ceva, Montezemolo e quindi a casa.