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venerdì 21 maggio 2010

Finalmente una giornata di sole

Siamo rientrati a La Caletta da qualche giorno, e oggi finalmente una giornata di sole, oramai disperavo, dopo la pioggia dei giorni passati.

La mia schiena meglio. Grazie a tutti per la solidarietà.

mercoledì 12 maggio 2010

Vacanza nella vacanza

Sono in vacanza forzata a casa di Paolo e Nietta, dopo che il "colpo della strega" mi ha costretto all'immobilità questo Sabato, e il successivo ricovero la Domenica mattina.
Dopo questi giorni di forzato riposo, o come qualcuno commenta, di "una vacanza nella vacanza", mi rimetto gradualmente in movimento per recuperare l'equilibrio muscolo-scheletrico disorientato dallo spasmo doloroso.
Penso che la causa scatenante siano stati una serie di piccoli lavori fatti in posizione accovacciata e con poco spazio a disposizione, lavori necessari per ripristinare il serbatoio delle acque nere e relative valvole e successivamente individuare una infiltrazione d'acqua che ha richiesto la parziale rimozione del paiolato (pavimento) e di almeno tre secchi di acqua.
Nei giorni scorsi ci sono stati diversi acquazzoni e l'infiltrazione poteva essere conseguente a piccole riparazioni fatte in coperta, ma poteva anche essere dovuto ad una più grave infiltrazione di acqua di mare. Era quindi urgente trovare la via d'acqua per porvi rimedio.
Abbiamo osservato l'acqua, che appariva relativamente pulita e con lievissime tracce di sporco o oleose, poi l'assaggio per capire se si trattava di acqua salata o dolce. L'acqua era dolce, quindi o piovana o dal sistema di acqua dolce a bordo. Gaia è dotata di due serbatoi da 150 litri e di una pompa elettrica che mantiene in pressione il circuito, ma la pompa era spenta perchè, quando all'ormeggio, ci colleghiamo alla presa d'acqua del pontile.
Arrivo subito alla causa; la nicchia della doccetta esterna aveva perso il coperchio, così lo abbiamo sostituito circa una settimana prima. Forse durante questa sostituzione il piccolo rubinetto è rimasto non completamente chiuso e goccia dopo goccia ha riempito la piccola nicchia, il tappo nuovo teneva bene e così l'acqua ha trovato una via all'interno della nicchia dentro la barca.
Adesso il nuovo coperchio della nicchia ha un bel foro verso l'esterno.

Vediamo adesso alcune considerazioni sulla assistenza di un infortunato a bordo.
La barca è notoriamente un luogo che richiede molta attenzione per evitare anche banali infortuni, i più comuni sono scivolare o andare a sbattere a strutture solide e dure.
Gli eventi più gravi avvengono durante competizioni sportive, ma quelle banali, spesso dovute alla disattenzione, non sono meno frequenti, sopratutto quando si è rilassati in vacanza.
Io mi sono trovato in una situazione molto favorevole. Impossibilitato a muovermi, ma in una barca ormeggiata, in una bella giornata senza onde e senza vento.
Mi trovavo nella cabina di prua e dovevo essere portato all'esterno, ma ne la barella normale, ne quella a "cucchiaio" passava per le normali vie, troppo strette.
Mi sono fatto forza e sorreggendomi ai tanti appigli disponibili e aiutato da Francesco del 118, piano piano sono riuscito ad uscire nel pozzetto dove mi attendeva la barella, etc. etc. Il resto della storia lo potete immaginare.
Non mi stancherò di richiamare l'attenzione alla prevenzione degli infortuni, che anche se banali, possono rovinare una vacanza.

Un grandissimo grazie a tutti per l'attenzione ed assistenza, nessuno escluso.

lunedì 26 aprile 2010

Trasferimento da Arbatax a La Caletta

Dopo un paio di giorni di attesa nel marina di Arbatax, finalmete il tempo migliora e Lunedi 26 Aprile, subito dopo l'alba partiamo per riportare Gaia a La Caletta.

In porto, un delfino ci precede verso il mare aperto.


Capo di Monte Santu


Un volo radente tra i riflessi del sole
Il mare è calmo e non c'è vento, procediamo a motore e arriviamo a destinazione alle 13, in tempo per due spaghetti.

martedì 20 aprile 2010

In cantiere nautico

Ho fatto un poco di pratica con la tastiera di gomma e cerco di raccontarvi gli ultimi avvenimenti, ci sarà ancora qualche errore di battitura, perdonatemi.

Arriviamo in cantiere la prima settimana di Aprile. La mattina in barca ci sono 12-13 gradi, la stufetta elettrica fà il suo dovere, ma con il sole la temperatura è gradevole.

Inizio a scrostare la vernice non aderita, più gratto e più si allarga tanto che alla fine avrei potuto togliere tutto. Devo poi applicare una mano di vernice "aggrappante", rosa per la lo scafo in plastica e verde per le parti metalliche. La vernice antivegetativa sarà di colore blu per lo scafo e nera per l'elica.

Patrizia mi lascia per andare dalla mamma che ha il polso fratturato.

La vernice antivegetativa blu è del tipo che si sfoglia navigando, quella dell'elica è del tipo duro e contiene come repellente del rame.

Alla fine si presenta molto bene, sono soddisfatto del lavoro fatto. Sono anche soddisfatto di quanto fornito dal cantiere, sopratutto i consigli su comme fare e la disponilità.



La notte prima del varo piove, la barca viene sollevata e tenuta sospesa dal travel-lift per consentirmi di applicare la vernice dove c'erano i tacchi. La mattina piove, ma il cantiere ha bisogno di spazio, così, infilate le cerate, Gaia viene trasportata e messa in acqua. Il motore parte al primo tentativo. Oregggio al Marina di Arbatax in attesa di Patrizia e che il tempo migliori.